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LA STORIA DI SHARM

Sharm El Sheikh nella preistoria
Circa 50 milioni di anni fa la penisola arabica ed il Sinai iniziarono ad allontanarsi dall'Africa facendo nascere il Mar Rosso. Ancora oggi sia il golfo di Suez che il golfo di Aqaba di allargano di diversi centimetri l'anno.
Nella preistoria il clima non era così arido e nel Sinai c'erano numerose gazzelle cacciate dagli uomini della pietra.

La prima civiltà evoluta che colonizzò il Sinai fu quella dei Semiti che sfruttarono le miniere di rame e turchese della penisola. Questi furono successivamente ridotti in schiavitù dai faraoni della III dinastia che per molto tempo ne ebbero il controllo.

Il Mar Rosso durante la XIX dinastia, decimo sec a.c., ha visto l'esodo degli israeliti. Il riferimento al "Mar Rosso", con la sua apertura delle acque da parte di Mose, pare sia un errata traduzione della parola ebraica "yam-suf" che vuol dire mare di canne che quindi con riferimento alle paludi a nord di Suez chiamate oggi Laghi Amari.
 
Nei secoli successivi il Sinai fu dominato da Assiri, Ittiti, Babilonesi, Egizi, Persiani e Greci per poi vedere il dominio dei Romani. Quando fu legalizzato il cristianesimo furono costruite numerose chiese e monasteri ancor oggi presenti.

Nel settimo secolo inizio la presenza araba che nei secoli successivi si alternò a quella dei crociati.
Verso 1500 il Sinai, diventando un importante passaggio per le rotte commerciale verso oriente, vide la presenza dei turchi ottomani che vi restarono per alcuni secoli.

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Storia recente di Sharm El Sheikh

Con la costruzione del canale di Suez il Sinai aumentò la sua importanza strategica e nel 1882 a seguito dell'intervento degli inglesi contro la Turchia, l'Impero Britannico proclamò un re che fronteggiasse un crescente nazionalismo. L'Egitto divenne così una colonia della Gran Bretagna.

Solo nel 1922 il governo britannico concesse all'Egitto l'indipendenza a seguito della quale divenne una monarchia con a capo re Fu’ad I. A lui successe il giovane Re Faruq I d'Egitto che, allarmato dalle politiche colonialiste, concesse il controllo del canale di Suez agli inglesi che lo avrebbero lasciato solo nel 1949.

Durante la seconda guerra mondiale il Sinai non fu teatro di importanti scontri ma lo divenne dopo la creazione dello stato di Israele.
 
Nel 1948 ci fu la prima guerra arabo israeliana che portò Israele ad occupare Gaza e altri territori del Sinai.

Nel 1952 la monarchia venne abolita a seguito ad una rivoluzione nata come reazione ad una grave crisi economica dovuta anche alla dilagante corruzione. A seguito del colpo di stato venne proclamata la Repubblica Araba d'Egitto. Nel 1953 rovesciando il giovane governo accusato di subire l'influenza inglese il colonnello Nasser prese il potere.

Negli anni successivi il Sinai fu teatro di sanguinose guerre per interessi politici ed economici.

Nel luglio 1956 Nasser nazionalizzò il Canale di Suez e nel 1967 con l'intento di scatenare una reazione araba contro Israele, dopo aver ottenuto il ritiro delle forze ONU dal Sinai, bloccò la navigazione nello stretto di Tiran e schierò un grande esercito al confine con Israele.
Tale atteggiamento diede il pretesto ad Israele di iniziare la guerra dei 6 giorni che occupo in breve tempo tutta la penisola del Sinai fino al canale di Suez.

Nel 1969 Nasser con una serie di attacchi ad Israele anche se non portarono a significative conquiste militari tennero alto il sentimento patriottico. Tale politica continuò da Sadat che gli successe nel 1970.
Nel 1973 Sadat, assieme alla Siria, guidò l'Egitto nella guerra del Ramadan o guerra del Kippur contro Israele che anche se attaccato di sorpresa riuscì a fermare l'avanzata egiziana che comunque riuscì a recuperare una parte del Sinai che poi venne rioccupata a seguito del contrattacco israeliano.

STORIA DEL SINAI

Nel 1979 a seguito degli accordi di Camp David iniziò il passaggio del Sinai all'Egitto che si concluse nel 1982 e nel 1989 per quanto riguarda i territori di Taba.
Da allora osservatori internazionali dell'MFO, con a capo l'Italia, controllano il Sinai.

 

 

 

 

Sviluppo turistico del sud del Sinai

Il turismo sulle coste meridionali del Sinai fu introdotto dagli israeliani nei primi anni 70 e alcune costruzioni a Sharm El Shaikh ancora lo testimoniano. Il suo sviluppo fu ostacolato da vicissitudini politiche e militari di quegli anni.
 
Se circa 40 anni fa Sharm El Sheikh era solo un piccolo villaggio con un centinaio di beduini e qualche avventuroso subacqueo ora la sua dedizione al turismo è stata ben delineata. 

Nel 1988 con la definizione degli accordi di Camp David iniziò lo sviluppo turistico che se allora contava 5 alberghi, in parte eredità degli israeliani che lasciarono il Sinai, oggi si è arrivati a quasi 200.

Tra i primi a scommettere sulla nuova destinazione turistica ci furono un gruppo di imprenditori italiani che tra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90 iniziarono lo sviluppo urbano che ha trasformato un pezzo di deserto in una delle mete turistiche più ambite.

Fortunatamente i parchi nazionali di Ras Mohamed a sud e quello di Nabq a nord ne hanno limitato l'espansione che ora continua lungo il deserto.

Dalla fine degli anni 90 Sharm El Sheikh ospita regolarmente importantissime conferenze politiche internazionali ed ha dedicato alla pace la sua principale via di comunicazione che l'attraversa.
 
Il 23 luglio 2005, un attentato terroristico sconvolse la località turistica con 69 morti e centinaia di feriti. In seguito alle devastazioni Sharm El Sheikh ebbe una grave crisi di affluenze che durò per diversi mesi.

Al momento attuale Sharm El Sheikh ha un flusso turistico continuo, conta circa 30.000 residenti per la maggior parte egiziani provenienti da altri paesi dell'Egitto che lavorano e risiedono a Sharm per lavoro e da una piccola comunita' internazionale prevalentemente impegnata nelle attivita' subacquee.

INFO suSHARM EL SHEIKH


 

LA BIOLOGIA MARINA DEL MAR ROSSO

 

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