UNA BUSSOLA PER GLI SQUALI

Storia di un maledetto e incredibile day off di una guida subacquea

Ogni settimana ha sette giorni. Gli istruttori subacquei per sei giorni fanno corsi con lezioni, test, quiz, sessioni di esercizi in piscina e in mare. Se un corso lo finiscono prima, alcune volte i diving li mandano a fare le guide subacquee per completare la settimana di lavoro. Il settimo giorno è il meritato day off. Fin qui tutto bene. Ma quando capita che al diving fanno strani programmi gli istruttori rischiano di vivere incredibili e inaspettati day off. In quei casi gli istruttori si devono adattare e si mettono al polso una bussola per essere pronti ad affrontare gli imprevisti del mare.

ROMANZO genere AVVENTURA

GUIDA ALLA LETTURA

INCIPIT

Si sa, guidare una Vespa su queste strade è come prendere uno dei cioccolatini di Forrest Gump, non sai mai cosa ti può capitare.
Per fortuna non devo correre, sono ancora in anticipo sull’orario dell’appuntamento che mi hanno dato ieri al diving. Mancano solo trecento metri e poi sarò arrivato incolume al porto di Sharks Bay. Ancora un po’ di attenzione e poi da lì inizierà il mio meritato day off.
Certo che ieri sera quelli là se l’erano preparato bene il piano per incastrarmi per farmi lavorare anche oggi. Dopo un’intera settimana passata a fare corsi e immersioni oggi avrei voluto restare a letto fino a tardi e poi guardare un po’ di cose stupide in TV sprofondato nel divano e invece eccomi di nuovo qui.
A pensarci bene però alla fine non mi è andata male. Oggi in programma ci sono solo immersioni tranquille tranquille, quindi di cosa mi devo preoccupare? Con un programma del genere questa mattina mi godrò nuvole di pesci fucilieri, banchi di castagnoline rosse e frenetici pesci pappagallo di ogni dimensione e colore che guizzano tra coralli e gorgonie. Magari riuscirò anche a trovare un frogfish, uno di quelli paffuti, buoni buoni e col musino simpatico. Se considero che per fare questo verrò pure pagato non mi posso lamentare.
Ma si, un po’ di soldi in più e una giornata passata in relax senza affanni e pensieri fanno sempre bene e al diavolo lo stare a letto fino a tardi e si fottano pure le cose stupide della TV e senti quanto è piacevole quest’aria calda sul viso. Ora basterebbe chiudere gli occhi per un attimo e...
STUUUMP
“...azz che voragine... Per poco...”
E no, da queste parti oltre alla calma serve anche la concentrazione. Distrarsi sulle strade di Sharm El Sheikh quando si è su due ruote non è mai una bella idea. Meglio rallentare e restare con gli occhi ben aperti. Al porto mi potrò rilassare, ora potrei rischiare di non godermi il mio day of...
“...e sto minibus in retromarcia?”
Devo farlo e devo farlo subito. Se premo con forza il pedale del freno posteriore della Vespa e ruoto un poco lo sterzo verso destra forse ci riesco.
IIIIIIIHHHHHHHHHHHS
Non è la prima volta che faccio delle derapate, ma su due ruote il risultato non è mai scontato.
Ora posso solo sperare che la fiancata del minibus smetta di avvicinarsi alla mia faccia.
Mentre un gran polverone mi avvolge e per la testa mi frullano indicibili parole dal finestrino del minibus esce una mano e un voce che dice:
“Sory... Sory”
Riacquistato l’equilibrio fisico e con un grosso respiro anche parte di quello psichico alzo un dito della mano dall’indubbia interpretazione e mi allontano.
Ripresa la strada verso il porto di Sharks Bay penso che è curioso che molti ancora credono che le guide subacquee rischiano la vita perchè in mare ci sono gli squali cattivi.
Chi fa questo lavoro invece sa che i veri cattivi sono altrove.
Al diving sapevano bene che ieri era il mio sesto giorno di lavoro consecutivo e che oggi sarebbe dovuto essere il mio day off ed invece, per chissà quale casino che hanno combinato, non si sono fatti alcuno scrupolo a farmi venire qui per risolvere le loro cose.
Loro conoscono i turni settimanali di tutti gli istruttori, ci organizzano le lezioni in aula, gli esercizi in piscina e alla fine le immersioni con gli allievi. Se un corso lo finiamo prima ci mandano a fare la guida. Dopo sei giorni di lavoro abbiamo diritto ad un giorno, uno solo, di riposo. Loro conoscono bene quei turni, li fanno loro, e di solito fanno in modo di far capitare il day off il sabato o la domenica quando c’è il ricambio dei turisti e quindi quando c’è meno lavoro da fare. Al diving programmano e ottimizzano tutto, ma a quanto pare però ogni tanto qualche cosa si inceppa. Quando ci sono questi problemi loro sanno bene come risolverli e ogni volta siamo noi a dover porre rimedio adeguandoci ai loro programmi.
Chissà cosa sarà successo ieri sera?
Non lo so, ma quelli là quando vogliono risolvere degli impicci mica improvvisano. Rifanno i programmi e poi mandano avanti i loro uomini migliori e scelgono pure il momento più adatto per farli agire.
A me ieri sembrava un fine giornata come tutti gli altri e mentre stavo guardando l’orologio per vedere quanti minuti mancavano alla fine della mia sesta giornata continuativa di lavoro è intervenuto lui.
“Te ne stai andando?” mi ha chiesto Simone
In quella situazione come potevo sospettare quel che stava succedendo ed ho risposto come avrebbe fatto chiunque altro.
“Si, mancano cinque minuti e qui ho fatto tutto” ho detto tutto d’un fiato per poi aggiungere al fine di evitare equivoci e potermene andare via il prima possibile “Ho firmato i brevetti dei due corsi che ho finito. I due nuovi subacquei torneranno qui domani mattina presto per programmare le loro prime immersioni”
“Hai fatto bene. Bravo, è quello che dovevi fare. Perfetto. Perfetto” mi ha detto Simone senza neanche guardarmi.
E mentre mi stavo dirigendo verso la porta di uscita ho replicato. Sono sicuro che lui, conoscendomi bene, sapeva che io l’avrei fatto tanto è che ha continuato a non guardarmi.
“Mica tanto perfetto. Ho solo fatto quello che mi avevi detto di fare. Visto che entrambi hanno raggiunto gli standard del corso Open ho ugualmente firmato i loro brevetti, nonostante le mie impressioni non positive”
“Hai fatto bene. Gli standard dei corsi devono essere rispettati. Hanno fatto gli esercizi?”
“Si” ho risposto a malincuore
“Lo vedi? Lo hai detto tu. E loro ora hanno il loro brevetto. Tu avevi dei dubbi su di loro, ma alla fine è andato tutto bene proprio come ti avevo detto” per poi aggiungere “E... sono stati bravi?”
“Bravi? Hanno fatto tutti gli esercizi e io ho firmato i loro brevetti, ma quei due non sono fatti per la subacquea. Lo hai potuto vedere anche tu” ho replicato scuotendo la testa
“Io? Io non so nulla. Sei tu l’istruttore e tu sai quello che devi fare. Il mio era solo un parere, ma mi dispiace sapere che tu stesso ritenga i tuoi allievi non idonei a fare delle immersioni. Tu non credi che sia una cosa strana?” mi ha chiesto perplesso Simone mentre continuava a guardare sopra ai suoi fogli.
“Di cose strane sott’acqua ne capitano spesso. Loro con me hanno fatto tutto quello che dovevano, domani è il mio day off e quindi si immergeranno con un’altra guida. Non sono più un mio problema”
“Ah no? Non sono più un tuo problema? Mh... Domani...”
“Domani è il mio day off e il mio divano già m’aspetta” ho detto veloce per cercare di chiudere una volta per tutte quella strana discussione che sentivo sfuggirmi dalle mani
“Domani quindi... quindi non hai intenzione di accompagnare alla loro prima immersione quelli che sono stati i tuoi allievi?” mi ha chiesto Simone con tono ingenuo il che, conoscendolo, non mi tranquillizzò.
Simone è il mio capocentro da molti anni e lo conosco bene quanto lui conosce bene me e quando ha un atteggiamento del genere, si può essere certi che sotto c’è qualche problema.
Con lui ho sempre lavorato bene e mai abbiamo avuto scontri, ma non per questo siamo sempre stati d’accordo su tutto. Quando sono emerse delle divergenze le abbiamo sempre affrontate con calma e razionalità. Confidando in ciò e sapendo che non sarei potuto andare via dal diving senza che tutto fosse stato chiarito ho dovuto affrontare quella strana situazione per non rischiare il mio day off che sentivo in pericolo.
 

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